Beniamino Picciano1, Elena de Rosa1, Danilo Manco 2, Antonia Carnimeo2, Alessia Bosco2, Simona Maiello 2, Francesco Papallo3, Ilaria Tamaggio4, Alfredo Vitiello4, Meri Cirillo5, Olimpia Pasolini5, Alessandro Barbarino4 Mariano Cinque 6 Wanda Marasco7, Elvira Bianco 4Fabiana Rubba4
1 ASL Napoli 1
2 Scuola di specializzazione in Igiene e medicina Preventiva Università Federico II, Napoli
3 Casa editrice Bibliopolis, Napoli
4 AOU Federico II, Napoli
5 ISIS Vittorio Veneto
6 Università Orientale, Napoli
7 Scrittrice e Drammaturga
Resistere significa non prendere mai l’opinione per fatto, la congettura per l’analisi o l’autorità per verità. È fare il tempo e il luogo per ragionare, proprio come facciamo il tempo e il luogo per mangiare e dormire. Simon Weil
Sto mutando ancora e tuttavia non dimentico il mondo in cui precipito dentro una combattuta luce
Wanda Marasco
Le Medical Humanities
“Medical Humanities” definisce il termine per indicare l’area di ricerca e assistenza clinica nei vasti ambiti delle discipline umanistiche, delle scienze sociali e dell’arte. La definizione di Medical Humanities di Aull (2006) e Brody (2011) illustra il concetto come integrazione : “un campo interdisciplinare di discipline umanistiche (letteratura, filosofia, etica, storia e religione), scienze sociali (antropologia, studi culturali, psicologia, sociologia) e arti (letteratura, teatro, cinema e arti visive) e la loro applicazione alla formazione e alla pratica medica”. Le Medical Humanities rappresentano un’area più o meno consolidata, come illustrato da riviste scientifiche come Journal of Medical Humanities e Medical Humanities, e da sezioni di Medical Humanities in importanti riviste mediche affermate (ad esempio JAMA, Lancet e New England Journal of Medicine). Le discipline umanistiche della salute sono definite come il campo di studio interdisciplinare che attinge ad aspetti delle arti e delle discipline umanistiche nel suo approccio all’assistenza sanitaria, alla salute e al benessere e l’applicazione delle arti creative e delle discipline umanistiche alle questioni della salute e del benessere umano” (Crawford et al., 2020).
Rispetto allo specifico ruolo del medico Lindquist scrive: “Lavorare come medico è un privilegio, con tutti i contatti che offre, tutte le intuizioni sulla vita, sul morire e sulla morte”. La capacità di un medico di rispondere e di essere arricchito da questa posizione privilegiata può essere favorita dal modo in cui la letteratura getta luce sulla condizione umana. Questo anche in situazioni territoriali complesse e di confine come una forma di resistenza. Simone Weil fa cenno alla lotta di chi obbedisce contro chi comanda, quando il modo di comandare implica la distruzione della dignità umana di chi è sottomesso, e la resistenza diventa l’azione più legittima, più motivata, più genuina che esista contro una forza spietata tanto per chi la possiede, o crede di possederla, quanto per le sue vittime
Molti studi di metodo riconosciuti a livello europeo che affrontano la transizione verso quelle che si definiscono health humanities lasciano alla struttura del romanzo una capacità esplorativa peculiare nel riconoscere gli archetipi della salute e della malattia e ne fanno uno strumento integrativo nei percorsi di salute. Rendere operativa una modalità nuova e per certi aspetti ardita, implica, come fondare ogni metodo, una grande esattezza e chiarezza negli elementi di nuovo che si propongono, in particolare ai decisori istituzionali che rappresentano la prospettiva collettiva della cittadinanza. Se deve essere riconosciuto quale strumento di indagine e cura, corre l’obbligo di applicare anche al romanzo come a un intervento di salvezza , una verifica di qualità.
Tre sono citati più spesso come criteri distintivi: la sofferenza collegata ad una idea di esilio, la capacità di visione politica, la capacità di narrare una storia collettiva.
Ecco si può partire da questi criteri selezionati appunto dalla comunità letteraria come da un core di comparazione che restituisce le differenze su come, in testi diversi, ricorrano alcuni motivi semantici comuni sicuramente cifra del sentire attuale nel confronto con il territorio di riferimento.
La Medicina di Prossimità a Scampia
Le necessità organizzative di Scampia relative al criterio di efficienza per il miglioramento dei percorsi clinico-assistenziali e i flussi informativi, prevedono un focolare di interesse specifico su tre aree in linea con la qualità dell’assistenza erogata
Cronicità e Prevenzione
Educazione alla salute
Educazione alla cultura della donazione e raccordo con le reti di terzo livello
Promuovere il presidio di Scampia come modello di sanità di prossimità integrata con la didattica e la ricerca, in coerenza con la missione della AOU Federico II è una conseguenza necessaria del provvedimento regionale specifico nell’allineamento con i principali decreti che la regolamentano il Decreto 70 e il 77.
La prossimità integrata in sanità pubblica è un modello organizzativo che mira a garantire cure efficaci, continue e coordinate, portando i servizi sanitari e sociali il più vicino possibile ai luoghi di vita delle persone. Non si tratta solo di una vicinanza fisica, ma soprattutto di una vicinanza relazionale, culturale e organizzativa, che valorizza la centralità della persona, l’ascolto dei bisogni reali delle comunità e l’integrazione tra i diversi attori del sistema socio-sanitario (medici di medicina generale, servizi sociali, ospedali, enti del terzo settore, cittadini).
Questa modalità di assistenza è “integrata” perché supera la frammentazione tradizionale dei servizi attraverso percorsi condivisi di cura e prevenzione, basati sulla cooperazione interprofessionale e interdisciplinare. In tal modo, si costruisce un sistema capace di prendersi carico in modo continuo e personalizzato dei bisogni di salute, con particolare attenzione alla cronicità, alla fragilità e alle possibili barriere. Dal punto di vista epidemiologico prevede l’attenzione ai determinanti di contesto, che possono essere caratterizzati attraverso studi trasversali.
Gli indicatori centrati sulla Persona
Il focus sulla percezione, sviluppato in tre prevalenti ambiti la attitudine donazione, il blanking come fenomeno nel percorso dei deficit neuro- uditivi, il follow up oncologico, guidato anche da voci esterne al percorso dei professionisti, che rappresenta un team di Medical Humanities, in sintonia con i presupposti del progetto, compie dal punto di vista della comunicazione il ponte richiesto tra il mondo e il microcosmo della persona assistita.
Nell’ambito della medicina narrativa, le Medical Humanities possono offrire un contributo profondo e trasformativo, imponendo l’accento sulla necessità di dare voce all’esperienza umana , mentre il confronto con lo schema narrativo e di interpretazione esistenziale del Romanzo, sperimentato negli incontri informativi, negli audit e nei corsi con studenti di diversa provenienza, diventa quindi uno strumento privilegiato per contribuire a valorizzare l’esperienza soggettiva della malattia, del trauma, della cura, restituendole significato.
In contemporanea e secondo una sottile sinergia l’Open point di Scampia del distretto 28 della ASL Napoli 1 centro attiva un caffè letterario al servizio della cittadinanza e nell’orizzonte della casa di comunità –
L’attività che il Caffè letterario svolge a partire del 2003 raccoglie l’eredità del lavoro nelle istituzioni e sul territorio di una coralità di professionisti ed è strategica per la realizzazione del progetto sanità di prossimità, che fa parte della missione 6 del PNRR. Infatti il caffè comincia a costruire il clima culturale e le necessarie relazioni tra i tanti soggetti coinvolti nella realizzazione delle “reti di prossimità” (case di comunità e ospedali di comunità in sinergia con scuola municipalista, associazioni, università), per un’assistenza globale che non si fa “cercare” e, talvolta, “inseguire”, ma è vicina alle persone, sullo stesso territorio.

L’Open Book Cafe
L’Open Book Café è un’iniziativa di “prossimità culturale e sociosanitaria” promossa dall’Open Point dell’ASL Napoli 1 centro, Scampia. L’attività nasce nella fase storica della costruzione della casa della comunità a Scampia, primo territorio di sperimentazione dell’Open Point-PUA prima cellula della casa della comunità, come Postazione di prossimità che ha il compito di aprire una comunicazione integrata con la rete territoriale con e di produrre sanità di iniziativa.
L’open book cafe’ quindi nasce con l’obiettivo di utilizzare la accoglienza di pensieri e idee, la lettura condivisa, la riflessione su scritti e tematiche fondamentali per la comunità e per il suo benessere, il dialogo con gli autori di libri ma anche con i cittadini, i pazienti, i medici, gli operatori sanitari e socioeducativi. Una azione culturale, espressiva, artistica che tiene la “persona al centro” e il libro al centro come strumento di empowerment, promozione della salute, prevenzione, inclusione sociale e rafforzamento dei legami tra istituzione sanitaria e comunità territoriale
Gli incontri dell’Open Book Café , circa un centinaio in venti anni di attività, richiesti da persone che si rivolgono all’open point per esprimere bisogni di vario tipo, consistono quindi prevalentemente nella presentazione di volumi , scritti, riflessioni spesso con la presenza diretta degli autori o di chi propone la tematica, secondo modalità completamente indipendenti dalle logiche del mercato editoriale e nella lettura di estratti selezionati, seguiti da momenti di confronto aperto.
I testi proposti affrontano tematiche sanitarie, psicologiche e sociali, ma anche argomenti di interesse generale per la popolazione, con l’intento di rendere accessibili contenuti complessi e stimolare una riflessione critica che spesso travalica i confini della tematica programmata e diventa vita.
Gli eventi si svolgono accanto alla Metropolitana, fermata Scampia, all’interno dell’Open Point, spazio di prossimità dell’ASL, concepito come luogo di orientamento aperto, accogliente
Un elemento centrale dell’Open Book Café è la partecipazione congiunta di operatori ASL e cittadini e associazioni e altre agenzie del territorio. Tale compresenza favorisce processi di integrazione e dialogo, consentendo uno scambio bidirezionale tra saperi professionali e saperi esperienziali. Durante gli incontri emergono frequentemente momenti di condivisione di pensieri, vissuti ed esperienze personali, che diventano occasione per fornire indicazioni, orientamento e informazioni in ambito sanitario, rafforzando la funzione di prevenzione e promozione della salute. Ma la circolarità di questo spazio foyer-agorà accoglie sentimenti individuali e collettivi in una intimità in qualche modo “psicoterapeutica “comunitaria che sostiene e fa bene contro la solitudine endemica epocale attuale.
Dal punto di vista teorico, l’Open Book Café si colloca all’interno del paradigma della health promotion e della community-based health care. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la promozione della salute implica il rafforzamento delle capacità individuali e collettive di controllare e migliorare la propria salute, valorizzando il contesto sociale e culturale di riferimento (OMS, Carta di Ottawa, 1986). In questo senso, l’Open Book Café utilizza la cultura come determinante di salute, riconoscendo il ruolo della partecipazione attiva, dell’alfabetizzazione sanitaria e della costruzione di una semantica collettiva della comunità .
La letteratura sottolinea come gli spazi di lettura condivisa e la narrazione possano favorire processi di consapevolezza, identificazione reciproca, benessere psicologico e coesione sociale (Bruner, 1991; Frank, 1995). La narrazione permette di dare senso alle esperienze di malattia, disagio, fragilità e cura, facilitando l’elaborazione emotiva e il riconoscimento reciproco. In ambito sociosanitario, la cosiddetta biblioterapia e l’uso della letteratura come strumento educativo e relazionale , sono riconosciuti come pratiche utili per stimolare riflessione, dialogo e cambiamento (Pettersson, 2018) oltre che meccanismo propulsivo per attivare dinamismi e attenzione alla propria salute e al miglioramento degli stili di vita.
Ma l’Open Book Café svolge anche l’importante funzione di “antenna”, “lettore culturale del territorio”, intercettando bisogni, criticità e risorse della comunità. I libri presentati diventano spesso dispositivi simbolici e schemi informativi attraverso cui emergono problematiche sociali e sanitarie , permettendo di affrontarle in uno spazio protetto e condiviso. Questo approccio indipendente è coerente con i modelli di welfare di comunità, che valorizzano la partecipazione attiva dei cittadini e la costruzione di reti locali tra istituzioni, servizi e realtà culturali (Donati, 2011).
La collaborazione con il Caffè Letterario di Scampia e con altre agenzie socioculturali, rappresenta un ulteriore elemento qualificante, poiché amplia la rete territoriale e favorisce l’incontro tra ambito sanitario e mondo culturale. Tale integrazione contribuisce a ridurre la distanza percepita tra servizi sanitari e popolazione, rafforzando il senso di appartenenza e fiducia nei confronti delle istituzioni ai quali il cittadino guarda anche con richiesta di rassicurazioni, pretesa o attesa magica, a cui lo schema narrativo spesso offre di contro verità inclusive ed essenziali.
Attraverso il libro e la parola condivisa, l’iniziativa offre possibilità espressive alla comunità, rafforza le reti sociali e contribuisce alla costruzione di percorsi di benessere individuale e collettivo, in linea con i più recenti orientamenti teorici e operativi
EVENTI DELL’ ULTIMO TRIENNIO
| DATA | EVENTO |
| 24 gennaio 2023 “ | la violenza giovanile“, dialoghi col Don con Radio BR Scampia |
| 10 novembre 2023 “ | come la luce all’alba“ autore Pio Russo Krauss |
| 18 e19 aprile 2024 | come la cura e la promozione della salute-la chiave della musicoterapia-verso la casa della comunità“, in occasione della settimana mondiale della musicoterapia e della giornata mondiale della cura e della terra, “la musica e i giovani“, “la musica che curala luce all’alba“ autore Pio Russo Krauss |
| 25 luglio 2024 | riflessioni sulla casa della comunità del distretto 28 con Università Bocconi“ |
| 16 ottobre 2024 | i carrelli della salute-Safe health open point-portati la salute a casa“, azione pro Attiva per la prevenzione e la promozione della salute |
| 19 ottobre 2024 | Le Mie orecchie Parlano“ Alessandro Coppola -, “ |
| 14 novembre 2024 | la sicurezza negli ambienti di vita“, promozione della salute open point e Dipartimento di prevenzione Asl Napoli 1 |
| 30 novembre 2024 | open book caffè-le parole per star bene-la salute è più vicina con un libro in mano… Per parlare di salute in un altro modo“, presentazione del libro “il richiamo mortale“, autore Patrizio Fiore |
| 7 dicembre 2024 | Maksimovic. La storia di Bruno Pontecorvo“, autore Giuseppe Mussardo , Caffè Letterario Scampia con Università Federico Secondo e Istituto Melissa bassi |
| -Simposio internazionale d’arte di Scampia 2025 | Laboratorio “arte di pace che costruisce e respira”, con Cooperativa occhi aperti-fratelli la Saliani-Casa Arcobaleno |
| 10 novembre 2025 | interventi di prossimità per il contratto psicosociale del disagio adolescenziale, “caffè Pantheon“ autore Gennaro Pollaro |
| 11 novembre 2025 | riflessioni sul testo “quando Giovanni Paolo Secondo portò il mondo a Scampia. Storia dell’incontro tra un santo e la periferia“ autori Massimo iaquinangelo e Alessandro Gargiulo – |
| 5 dicembre 2025 | “ la salute mentale e politica“ autore Piero Cipriano |
| 16 dicembre 2025 | Sei anni di vita dell’Open Point of Care” riflessioni e scambi, |


Prospettive future
La Vision e la mission si fondano sul rafforzamento della relazione tra servizi aziendali e interistituzionali sulla scorta di una riconosciuta “simpatia territoriale “, che è stata accompagnata da un modo di sentire comune.
L’Open Point con la sua metodologia innovativa e fondata su una fiducia istituzionale oltre che di valori e prospettive ha saputo intercettare e favorire un cantiere aperto di iniziative verso una crescita di collaborazioni in un solido percorso partecipativo di crescita in innovazione, sostenibilità e umanesimo. Si tratta di un clima capace di generare relazioni di affordance, e corresponsabilità.
In fondo, nel suo nocciolo, l’intento è stato quello di porre al centro la persona più che i servizi e i rapporti di forza. la persona, che rappresenti in modo sostanziale qualcosa di prezioso, un bene al mondo. Sviluppare queste traiettorie che attraversano a matrice i servizi aprono nuove opportunità per la scuola, le agenzie educative, il Teatro, l’Università, la Asl di prossimità Open Point per la comunità e per tutte le agenzie territoriali. Una scuola che possa diventare del territorio e del mondo, trasversale ed essenziale è l’obiettivo comune e ardimentoso dei mesi e del tempo a venire.
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Riferimenti bibliografici
• Organizzazione Mondiale della Sanità (1986). Carta di Ottawa per la Promozione della Salute.
• Bruner, J. (1991). La costruzione narrativa della realtà.
• Frank, A. W. (1995). The Wounded Storyteller: Body, Illness, and Ethics.
• Donati, P. (2011). Sociologia del welfare.
• Pettersson, C. (2018). Bibliotherapy in clinical practice.
• protocolli open point e direzione distrettuale Asl per la sperimentazione della casa della comunità
•https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30415760/
•https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10872600/
•https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0738399123003531
•https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9092909/
•https://link.springer.com/chapter/10.1057/9781137282613_1
• W. Marasco, Di spalle a questo Mondo, Neri Pozza Milano, 2025
• W. Marasco, La compagnia delle Anime finte , Neri Pozza Milano, 2017
• W. Marasco, Il Genio dell’abbandono, Neri Pozza Milano, 2015
• W. Marasco, L’arciere di Infanzia , Manni Bari , 2003

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